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Il futuro dell'energia rinnovabile in Alto Adige

Insieme al traffico veicolare, il riscaldamento delle abitazioni tramite fonti energetiche fossili, come il gasolio o il gas metano, è una delle fonti principali di inquinamento dell'aria. Questi combustibili, quando vengono bruciati, producono infatti anidride solforosa, polveri, ossidi di azoto e anidride carbonica, che vanno a danneggiare l'atmosfera. Per questo motivo, la Provincia autonoma di Bolzano, tramite il Dipartimento all'Urbanistica, Ambiente ed Energia, promuove la diffusione delle fonti di energia alternative, che si caratterizzano non solo per la loro rinnovabilità, dato che non vanno incontro all'esaurimento come è, per esempio, per petrolio o gas naturali, ma anche e soprattutto per l'assenza di emissioni inquinanti e di residui.
Una di queste fonti è la biomassa, termine che comprende numerosi e diversi materiali e residui di origine agricola e forestale, prodotti secondari e scarti dell'industria agro-alimentare, reflui di origine zootecnica e anche rifiuti urbani. In Alto Adige, sono ben 34 gli impianti di teleriscaldamento che funzionano a biomassa, soddisfacendo il 17% del fabbisogno calorifico totale. Se la manutenzione di questi impianti è eseguita correttamente, la quantità di emissioni nocive emessa nell'aria è ridotta al minimo. E minima è quella originata dalle 5.500 piccole caldaie alimentate, in tutta la provincia - per una produzione annua di 78 mio kWh - a pellets e cippato di legno.
Quella dei pellets è una fonte che avrà grandissima diffusione poiché, nei prossimi anni, circa la metà dei 32.000 impianti di riscaldamento a gasolio presenti sul territorio provinciale dovranno essere sostituiti per motivi di sicurezza. Il legno, infatti, è rinnovabile, è disponibile in loco, rendendo così inutili i rifornimenti dall'estero ed offrendo sicurezza ed indipendenza nei periodi di crisi petrolifera, ed è neutro in termini di emissioni di CO2.

Energie rinnovabiliL'installazione di impianti termici alimentati da fonti pulite è sovvenzionata dall'ente pubblico con contributi fino al 30%. Questi contributi vengono corrisposti, ad esclusione delle zone della provincia già collegate al teleriscaldamento ed in seguito alla relativa domanda da presentarsi all'Ufficio Risparmio energetico, per l'installazione di impianti a cippato di legno, legname spezzato, pannelli solari, pompe di calore, impianti di recupero di calore da elementi frigoriferi o di climatizzazione, impianti per la produzione combinata di energia e calore, sistemi di regolazione misurazione, impianti fotovoltaici, eolici, a teleriscaldamento, a biogas (informazioni: www.provincia.bz.it/acque-energia, o tel. 0471.414720). Il periodo estivo è il migliore per provvedere alla sostituzione di impianti! Questa varietà di opzioni dimostra che la biomassa è solo una delle diverse energie rinnovabili che, in Alto Adige, vengono utilizzate in altissima percentuale. Il fabbisogno annuale di 7.500 milioni di kWh viene coperto per il 45% da questo tipo di fonti "pulite": oltre alla biomassa, il sole, il biogas, la geotermia, cioè il calore della terra prelevato grazie a pompe inserite nel sottosuolo, l'energia solare, "catturata" grazie a più di 150mila metri quadri di pannelli, pari a 33,5 m² ogni 100 abitanti, e soprattutto l'energia idroelettrica, che nella nostra provincia ha un ruolo fondamentale. L'Alto Adige dispone in totale di 786 impianti idroelettrici di diverse dimensioni (da 220 KW a 3.000 KW di potenza), che producono in totale energia per 5.363 MWh, vale a dire tutta quella necessaria per l'elettricità (tutte le altre fonti, infatti, vengono utilizzate per produrre non elettricità, ma calore). Le quote restanti sono soddisfatte grazie al petrolio (36%) ed al gas metano (21%).
Come spiega l'assessore all'Energia Michl Laimer, la Giunta provinciale ha un obiettivo ambizioso: "Coprire, entro il 2008, il 50% dell'intero fabbisogno energetico con le energie rinnovabili, arrivare al 75% entro il 2012 e raggiungere l'indipendenza dalle fonti fossili entro il 2020".
Un altro passo avanti in questa direzione sarà garantito dall'idrogeno, il cui utilizzo a scopo energetico potrebbe essere disponibile a breve: ed in Alto Adige, si sta già lavorando per predisporre un terreno ricettivo anche a questo nuovo tipo di tecnologia.

Le fonti energetiche in Alto Adige % sul totale di 7.500 milioni di kWh/anno
Petrolio ca. 36 %
Gas metano ca. 21%
Energia rinnovabile (biomassa, sole, biogas, energia idroelettrica di cui biomassa 17%) ca. 45%


Impianti di riscaldamento a pellets e cippato di legno

Anno Numero domande inoltrate Investimento in Euro
2001 381 ca. 12 milioni
2002 354 11,3 mio
2003 426 14,6 mio
2004 486 15,1 mio
2005 819 27,2 mio


I vantaggi del teleriscaldamento a biomassa

• Il cliente decide tempi di riscaldamento e temperature
• Il pagamento avviene in base al consumo effettivo di kWh
• Il legno è una fonte energetica rinnovabile neutra in termini di emissioni di CO2
• Creazione di valore aggiunto a livello regionale
• Trasporto breve e privo di rischi del combustibile
• Riduzione consistente delle emissioni grazie all'eliminazione di singoli impianti di riscaldamento a scarsa resa
• Indipendenza dalle compagnie petrolifere estere
• Nessun pericolo di esplosione o incendio all'interno delle abitazioni
• Nessun costo per l'accumulo di riserve di combustibile
• Nessun costo di manutenzione dell'impianto
• Il dispositivo di trasferimento del calore occupa meno spazio
• Comodità e convenienza per il cliente


Dipartimento all'urbanistica, ambiente ed energia
via Renon 4 - 39100 Bolzano
Tel.: 0471 41 77 00 - Fax: 0471 41 77 09

www.provinz.bz.it/ressorts/natur/index_i.asp