Alimenti geneticamente non modificati:
perché l'Alto Adige segue questa strada?
(Dr.Walter Huber, Agenzia Provinciale per l'Ambiente)
Il contrassegno di alimenti modificati geneticamente
è stato previsto da un regolamento dell'UE da maggio del 1997 ed
è diventata obbligatoria dall'aprile del 1999. Tuttavia si stima
che solo lo 0,1% degli alimenti o degli ingredienti geneticamente modificati
venga effettivamente contrassegnato.
Un controllo ufficiale adeguato non è realizzabile. Considerando
che solamente la soia o il mais ed i loro derivati si possono trovare ognuno
in circa 30.000 alimenti, si può facilmente comprendere l'impossibilità
di un tale controllo.
Due terzi dei consumatori europei rifiutano alimenti geneticamente modificati,
in quanto li ritengono quantomeno non necessari. La produzione alimentare
mondiale è sufficiente per il sostentamento della popolazione mondiale,
per questo nessuno dovrebbe morire per la fame. Ma allora, per quale motivo
ci vengono imposti alimenti geneticamente modificati, come se non si potesse
più sopravvivere senza di essi?
Il consumatore ha perso la fiducia in tali innovazioni globali. Il 53% di
17.000 consumatori europei intervistati sarebbero disposti a pagare anche
di più per alimenti di qualità superiore. Sono coscienti del
fatto che prezzi più vantaggiosi vanno a discapito della qualità
e con ciò anche a svantaggio della salute. Ciò è stato
chiaramente confermato dagli scandali più recenti.
Gli scandali degli ultimi tempi hanno anche dimostrato che l'apertura delle
frontiere per un libero mercato globale va a discapito della qualità,
poiché non esistono ancora sufficienti controlli internazionali che
vadano oltre i confini locali.
Gli scandali, quali la diossina, la BSE, gli antibiotici, gli ormoni. hanno
una dimensione globale, però le conseguenze ed i costi, anche per
i controlli, devono essere sostenuti a livello locale.
Con la modificazione genetica si ha un trasferimento ed un miscuglio di
geni, quindi di caratteristiche ereditarie, tra batteri, piante, animali
e uomini, in altre parole tra organismi eterogenei. La natura non perdona
il superamento tra le diverse specie naturali esistenti.
Il 14 dicembre 2000 è stata varata una legge dalla Giunta Provinciale
e dal Consiglio Provinciale della Provincia Autonoma di Bolzano che regola
la contrassegnazione dei prodotti locali, che non sono modificati geneticamente.
La legge è stata approvata il 22 gennaio 2001 a Roma ed è
la Legge Provinciale n. 1 del 2001 (forse è un buon segno che essa
sia la prima legge provinciale del nuovo millennio?).
Rispondere alle richieste del consumatore è un imperativo del mercato.
Siamo convinti che attraverso una simile offerta si rafforzi la fiducia
nei prodotti altoatesini, ovvero una rivalutazione dei nostri prodotti locali
e con ciò anche della nostra agricoltura.
Gli scandali alimentari degli ultimi anni hanno scosso la fiducia verso
prodotti alimentari sicuri e sani - noi possiamo offrire e garantire prodotti
del genere.
Anche l'alimentazione degli animali é al centro delle critiche, la
situazione della BSE ha diffuso paure e insicurezze. La nuova legge provinciale
tratta anche questo aspetto, regolando il foraggiamento degli animali con
mangimi geneticamente non modificati.
Contemporaneamente è vietato somministrare altri additivi impropri,
che nulla hanno a che fare con il foraggiamento degli animali; in particolare
i componenti di origine animale (farine animali, farine di sangue, ...),
così come gli antibiotici e ormoni usati come componenti dei foraggi.
Tutti i produttori di mangimi altoatesini, già da gennaio del 2001
hanno prodotto e venduto solo mangimi che rispettano questa severa regolamentazione.
Il sistema dei controlli parte dai produttori di mangimi per arrivare ai
contadini ed infine ai produttori di latte, che ora possono offrire appunto
il latte e suoi derivati attraverso un foraggiamento garantito e proveniente
da animali sani. Solo animali nutriti con prodotti sani possono produrre
alimenti sani. È importante che questi controlli partano dalla semenza
e dalle materie prime, estendendosi poi a tutta la catena della produzione.
Solo con questo sistema si può garantire la sicurezza in modo efficiente.
Perché dunque si é scelto questo modo di procedere? Quali
paure nutre il consumatore avverso prodotti geneticamente modificati?
Sono considerazioni che riguardano la salute, in particolare le allergie.
È un dato di fatto che le allergie alimentari sono in forte aumento.
D'altro canto aumentano anche i timori che attraverso il consumo di alimenti
modificati geneticamente compaiono resistenze agli antibiotici, il che viene
prospettato anche dal Comitato scientifico dell'Unione Europea. Si teme,
infatti, che malattie oggi facilmente curabili, possano un domani risultare
inguaribili. Aumenta, inoltre, l'insicurezza che possano comparire nuove
e sconosciute malattie, le quali ci rendano inermi di fronte ad esse e che
possano avere una diffusione mondiale ancora più grande della BSE.
Particolare timore esiste però riguardo ai cambiamenti sociali. Questi
riguardano la repressione dell'agricoltura nostrana, la quale sulla base
dei processi produttivi tradizionali e della posizione geografica non è
in grado di produrre a prezzi così bassi come la produzione di massa,
della cui qualità però non se ne parla. I cambiamenti sociali
riguardano inoltre il brevetto di qualità modificate geneticamente
e le conseguenti dipendenze da alcune grandi multinazionali, in relazione
all'acquisto di sementi e piante modificate geneticamente e dei relativi
pesticidi e fertilizzanti.
Poiché la nuova legge sui brevetti e le nuove procedure, come anche
la distribuzione di nuove varietà di alimenti vengono introdotti
nel mercato contro la volontà dei consumatori, tutto comporta una
scarsa fiducia nello sviluppo futuro. Questa legge sui brevetti tutela le
aziende ma non il consumatore.
Al consumatore interessano sempre di più alimenti naturali di provenienza
garantita, un'alimentazione sana è importante e la coscienza ecologica
comune è in aumento. Il consumatore è sempre più cosciente
dei suoi diritti nell'essere partecipe alle decisioni riguardanti l'alimentazione
e l'offerta alimentare.
La responsabilità di una sana alimentazione dipende da ciascuno di
noi.
Una sana alimentazione è presupposto della nostra salute. Dobbiamo
rafforzare questa coscienza, troppo spesso abbiamo fiducia verso aziende
anonime. I prodotti altoatesini possono offrire una maggiore garanzia rispetto
a tali aziende, delle quali non si sa dove, come e con quali ingredienti
essi producano i loro prodotti.
Dobbiamo acquistare i prodotti con senso critico e fare una scelta mirata,
dobbiamo formulare e promuovere in modo chiaro le nostre esigenze riguardanti
alimenti sani, in fondo si tratta della nostra salute e di quella della
nostra famiglia.
Come fare per garantire tutto questo? Solo un sistema di sorveglianza maturo
può dare la sicurezza al consumatore.
La legge provinciale n. 1/2001 prevede un Comitato tecnico, con il compito
di verificare il rispetto delle disposizioni previste nella legge.
Tra le competenze del Comitato rientrano:
• la verifica delle domande di richiesta del
contrassegno "non geneticamente modificato" ai sensi della L.P. n. 1/2001.
Rientra in questa competenza, anche la verifica del sistema aziendale interno
per il controllo di qualità;
• la concessione del diritto di apporre la contrassegnazione
secondo le modalità previste dalla legge provinciale;
• la divulgazione dell'informazione ai consumatori
riguardante i prodotti non modificati geneticamente;
• la sospensione o la revoca del diritto di apporre
il contrassegno;
• la comminazione di sanzioni.
Solo chi ottiene l'autorizzazione del Comitato può utilizzare il
contrassegno.
Ottenuto il diritto alla contrassegnazione, esso ha una durata di tre anni,
dopo di che dovrà essere presentata una domanda di rinnovo. Durante
questo periodo verranno effettuati dei controlli, effettuando sia delle
analisi sulle materie prime, sulla preparazione e sul prodotto finito, sia
verificando il sistema di qualità durante la lavorazione.