Mele biologiche dell'Alto Adige: primato di qualità europeo
Sane, naturali, gustose, profumate e disponibili in tante varietà: sono le mele biologiche dell'Alto Adige, tanto richieste dai consumatori europei più attenti alla salute. E le ragioni di tanto successo sono evidenti: il proliferare di cattive notizie sul settore alimentare ha aperto gli occhi ai consumatori, inducendoli a cercare prodotti più sicuri. E le mele di qualità, dall'origine garantita e dalla piena rintracciabilità della produzione, dall'albero alla cassa, sono oggi più richieste che mai.

La cooperativa Bio Südtirol del Consorzio Cooperative Ortofrutticole dell'Alto Adige commercializza esclusivamente mele biologiche di tutte le varietà coltivate in provincia. Con una produzione di 12.334 di tonnellate raccolta lo scorso anno, la cooperativa si annovera fra le maggiori strutture distributive di prodotti biologici in Europa (anche se, per le aziende altoatesine il passaggio al biologico appare decisamente più complesso che per quelle presenti in Paesi caratterizzati da uno sfruttamento agricolo estensivo).
I 125 frutticoltori riuniti nella cooperativa Bio Südtirol hanno deciso di rinunciare all'uso di sostanze chimiche a favore della qualità dei loro prodotti. La loro filosofia punta sull'offerta di alimenti sani e in armonia con la natura. Una serie di metodi di trattamento e gestione dei terreni permette il mantenimento di un ciclo alimentare completo. Per la difesa degli alberi da frutto si utilizzano per esempio agenti e microrganismi di origine naturale anziché pesticidi chimico-sintetici. L'uso di fertilizzanti biologici di origine organica consente di accrescere la fertilità dei terreni stimolando nel contempo vita e struttura del suolo. La lotta alle erbacce è esclusivamente meccanica e esente dall'uso di erbicidi.
Severe norme di coltivazione garantiscono un'alta qualità costante delle mele biologiche dell'Alto Adige. Le direttive biologiche emanate dall'Unione Europea n. 2092/91 e 382/2204 definiscono con precisione i requisiti che disciplinano produzione ecologica, trattamento, importazione, etichettatura e metodi di controllo. All'interno del consorzio vigono però normative ancor più restrittive: a garantirne l'osservanza sono sia istituti di controllo statali che organismi indipendenti accreditati dall'IFOAM.
Le mele biologiche dell'Alto Adige sono distribuite in tutta Italia e in un'altra decina di Paesi europei. Il consumatore "biologico" ha la possibilità di scegliere fra oltre 30 varietà diverse di mele raccolte a mano e confezionate una ad una. La più amata rimane la Gala con il 28% della produzione. Seguono le Golden Delicious con il 18%, le Braeburn con il 17%, le Red Delicious con il 7%, le Morgenduft con il 4%, le Cripps Pink, Fuji, Granny Smith, Jonagold, Idared e altre.
Per il Consorzio Cooperative Ortofrutticole dell'Alto Adige (VOG), il settore biologico rappresenta un altro pilastro importante del mercato agricolo, soprattutto alla luce della concorrenza che proviene dai nuovi Paesi UE. I prodotti biologici rappresentano un'ottima alternativa futura e offrono inoltre la possibilità di espandere il già ampio assortimento d'alta qualità proposto dai frutticoltori.
La melicoltura vanta in Alto Adige una tradizione secolare. Non solo per questo motivo, il Consorzio delle Cooperative Ortofrutticole Altoatesine (VOG) è a tutt'oggi la più grande organizzazione europea per la commercializzazione delle mele. Su 10.200 ettari, 5.600 famiglie di contadini, per lo più organizzate in aziende di piccole dimensioni, raccolgono ogni anno 553.000 t di mele delle classi di qualità "EXTRA" e "I" - lavorando dal 1988 nel rispetto delle severissime regole sulla produzione integrata e garantendosi così il ruolo di leader del mercato europeo. I loro frutteti perfettamente curati contraddistinguono il paesaggio della Val d'Adige. Nei loro frutteti si impiega solo materiale vivaistico assolutamente ineccepibile, ogni tipo di mela è coltivata all'altitudine più adatta. Le sostanze chimiche hanno lasciato il posto a biotecniche per la cura delle coltivazioni: si ricorre ad aiutanti naturali come gli acari predatori, le donnole, i ricci e gli uccelli, che sono in grado di coadiuvare i sistemi naturali di difesa delle piante. Anche la decisione di limitare i residui ad un massimo del 50 percento dei valori massimi consentiti non ha pari in Europa. Tali misure preservano l'equilibrio ecologico ed assicurano che solo frutti sani e privi di residui raggiungano il banco di vendita.
Con le marche Marlene® e Marlene® Bio sono commercializzate la metà delle mele in Italia. Il riconoscimento dell'Indicazione Geografica Protetta - IGP "Mele Altoatesine" da parte della UE è un'ulteriore conferma, per i coltivatori membri del VOG, della loro strategia internazionale di qualità, e indice di un futuro caratterizzato da una melicoltura naturale che definisce standard ecologici e paesaggistici.
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