Il Portale dell'Alto Adige sulla salute

Indirizzi, informazioni, strutture, argomenti attuali, link, ecc.

Stiftung Fondazione Vital
Se offrite prodotti o servizi per la salute e desiderate essere inseriti gratuitamente nella banca dati, oppure siete interessati alle possibilità pubblicitarie, Vi preghiamo di compilare qui il nostro formulario.

www.biokistl.it

www.myfamilypass.it

www.lanarepro.com

www.gardaseeinformation.it

BACK



Antibiotici

Cosa sono:

Sono una componente estremamente importante della medicina moderna. Sono sostanze prodotte da batteri e funghi. Vengono utilizzati per combattere le infezioni causate dai batteri e che gravano sulla salute dell’uomo, degli animali e delle piante. Molte malattie infettive dell’uomo come alcuni tipi di polmonite e di meningite, la tubercolosi e la gonorrea sono causate da batteri. La somministrazione di antibiotici avviene anche in zootecnia come stimolatori della crescita degli animali e per la profilassi (prevenzione dalle epidemie). Nella maggior parte dei paesi europei, Italia compresa, l’impiego di antibiotici in agricoltura è proibito. Benché alcuni antibiotici siano dotati di una certa efficacia nella lotta al colpo di fuoco (malattia infettiva delle piante causata dal batterio Erwinia amylovora), ci sono delle controindicazioni alla loro diffusione nell’ecosistema: possono infatti originarsi batteri resistenti all’azione degli antibiotici. È già successo negli USA: l’uso ripetuto di solfato di streptomicina nella lotta al colpo di fuoco, ha portato alla creazione di popolazioni del batterio Erwinia amylovora che non vengono uccise dall’antibiotico streptomicina in quanto divenute “resistenti” verso questo tipo di antibiotico. Quello che più si teme, però, sono le implicazioni sanitarie per l'uomo che un impiego su vasta scala di queste sostanze nella difesa delle colture comporterebbe. La resistenza agli antibiotici potrebbe infatti trasmettersi dai batteri dannosi per le piante anche ai batteri nocivi per la salute umana. Questo significherebbe che le persone malate non potrebbero più ricorrere alla terapia antibiotica per poter essere curate (vedi paragrafo sulla farmacoresistenza)
Alcuni tra gli antibiotici più comunemente utilizzati sono detti “naturali”, in quanto sintetizzati completamente da un batterio o fungo (tabella 1). Gli antibiotici semisintetici sono antibiotici naturali che sono stati modificati chimicamente. Esempi classici sono l’ampicillina e la carbenicillina. Gli antibiotici si dividono in battericidi che uccidono il batterio che si vuole combattere e hanno un’efficacia che dipende dalla concentrazione del principio attivo, ed in batteriostatici che inibiscono in modo reversibile la crescita batterica ma non distruggono direttamente il batterio patogeno. Gli agenti batteriostatici vengono utilizzati quando l’infezione non è estesa.


Come agiscono gli antibiotici:

Gli antibiotici sono in grado di uccidere i batteri o di opporsi alla loro proliferazione penetrando nei microrganismi ed ostacolando la produzione di sostanze necessarie per la vita e la riproduzione dei batteri. Alcuni antibiotici hanno effetto solo contro alcuni tipi di batteri (antibiotici a spettro d’azione limitato), altri possono combattere efficacemente numerose varietà di batteri (antibiotici ad ampio spettro d’azione). Vanno a colpire le principali strutture biologiche dei batteri, mentre non causano danni alle cellule degli organismi superiori come l’uomo. Gli antibiotici non funzionano contro qualsiasi infezione.
Esempi di infezioni batteriche curabili con gli antibiotici sono: tonsillite, infezioni all’orecchio, alcune sinusiti, infezioni alla vescica ed ai polmoni. Non hanno alcun effetto contro le infezioni virali come ad esempio alcuni tipi di raffreddori, il mal di gola e le infezioni causate da funghi (es. la candidosi).
In base ai sintomi ed ai risultati di eventuali esami di laboratorio, il dottore può determinare se la prescrizione di un antibiotico è appropriata. Gli antibiotici non vengono usati contro le infezioni virali perché non aiutano ed anzi possono causare effetti collaterali. Tuttavia a volte si prescrivono antibiotici come profilassi, per impedire che all’infezione virale si sovrapponga quella batterica.


Effetti collaterali:

Gli antibiotici possono causare nausea, diarrea e mal di stomaco. In alcune persone può manifestarsi una reazione allergica caratterizzata da macchie sulla pelle o pruriti e nei casi più gravi da difficoltà respiratorie. Gli antibiotici uccidono anche i batteri “buoni” che fanno parte della normale flora intestinale e sono necessari al funzionamento del corpo umano. Per questo motivo, dopo una cura antibiotica per evitare l’indebolimento della mucosa intestinale, è importante che la flora batterica venga ripristinata.


Il problema della farmacoresistenza:

Gli antibiotici hanno contribuito a cambiare la qualità della vita dell’uomo. Dopo la scoperta della penicillina, più di 50 anni fa, centinaia di altri antibiotici sono stati creati per combattere le infezioni batteriche.
L’uso di questi principi attivi ha consentito di sconfiggere malattie mortali incrementando la probabilità di sopravvivenza prima nell’uomo e poi negli animali. La capacità degli antibiotici di curare malattie infettive che erano precedentemente considerate incurabili ha fatto nascere l’idea che gli antibiotici fossero "farmaci miracolosi" dotati di potenzialità che vanno ben al di là di quelle che possono essere attribuite alle loro reali caratteristiche farmaceutiche. Sfortunatamente stiamo cominciando a pagare un prezzo molto alto per questa impostazione nei confronti dell’uso degli antibiotici. Nella maggior parte dei paesi europei gli antibiotici sono tra i farmaci più utilizzati, secondi solo ai comuni analgesici. Il loro uso eccessivo e inadeguato in medicina umana, in veterinaria e in agricoltura nei decenni passati, ha portato ad un rapido aumento dei microrganismi resistenti ai farmaci.
In pratica, i batteri imparano alla svelta a riconoscere gli antibiotici e a difendersi da loro, cosicché gli antibiotici perdono la loro capacità di curare la malattia provocata dal batterio rendendo necessaria l’assunzione di una medicina diversa ancora valida per combattere l’infezione da essi causata.

Pillole Quando i batteri sviluppano una tale resistenza, vengono chiamati “supermicrobi”. I supermicrobi possono scambiarsi questi ”segreti di sopravvivenza” con altri batteri permettendo la crescita di altri organismi farmacoresistenti.
Questa resistenza si sviluppa principalmente dopo un trattamento a lungo termine con uno o più antibiotici che uccidono un’ampia varietà di batteri.
Per evitare questo fenomeno di resistenza le industrie farmaceutiche continuano a creare nuovi antibiotici con caratteristiche diverse dalle sostanze divenute inefficaci.
Purtroppo la ricerca deve continuare perché spesso, verso tali nuovi antibiotici si possono creare nuovamente delle resistenze. È quindi un processo continuo quello che deve essere portato avanti dalla ricerca farmacologica, finchè non si scopriranno tecniche più efficaci per contrastare il fenomeno della farmacoresistenza.


Consigli per un corretto utilizzo:

1. Il dosaggio è un fattore importante: se il dosaggio degli antibiotici non è adeguato, non sarà efficace per il trattamento dell’infezione ed i batteri saranno più inclini a sviluppare la resistenza. Questo perché i batteri continueranno a crescere e sviluppare modi per vanificare gli effetti degli antibiotici.
È importante, quindi, attenersi al dosaggio prescritto dal medico.
2. Gli antibiotici devono essere presi per l’intero lasso di tempo prescritto: spesso molti pazienti smettono di prendere gli antibiotici appena iniziano a sentirsi meglio e gli sembra che la malattia se ne sia andata. In ogni caso, anche se i sintomi sono spariti, piccole quantità di batteri possono essere ancora presenti e l’infezione potrebbe tornare qualora l’uso degli antibiotici fosse interrotto. Non completare il trattamento prescritto potrebbe anche stimolare la resistenza dei batteri.
3. Gli antibiotici devono essere usati solo quando prescritti da un medico: non si dovrebbe mai assumere antibiotici prescritti ad un’altra persona o prescritti per una malattia precedente.
Diversi tipi d’infezione necessitano l’utilizzo di diversi tipi di antibiotici e solo il medico può determinare se si ha una infezione e quale sia il tipo di antibiotico migliore e più sicuro per trattare la malattia in questione.

Pollame Prevenire è meglio che curare:

1. Le vaccinazioni stimolano la difesa immunitaria:
servono per la prevenzione dagli episodi infettivi causati da determinati virus e batteri. Con la vaccinazione si prevengono anche le complicanze dell’infezione virale, causate dai batteri, evitando così il ricorso agli antibiotici.

2. Seguire un’alimentazione sana ed equilibrata:
Per aumentare le difese del corpo un ulteriore aiuto viene da una corretta alimentazione che comprende anche un corretto consumo di frutta e verdura. Si consiglia in particolare il consumo di alimenti ricchi in agenti antiossidanti come la vitamina C (agrumi, pomodori, fragole,frutti di bosco, peperoni rossi, broccoli, cavolfiori) e la vitamina A (olio di fegato di merluzzo, fegato, latte intero, uova, carote, meloni, albicocche, spinaci, zucca, cachi) che aiutano i globuli bianchi e stimolano la produzione di anticorpi. Anche lo zinco, il selenio e il rame irrobustiscono il sistema immunitario. Si trovano nel latte e nei frutti di mare (lo zinco), nel pesce, nella carne e nei cereali (il selenio), nelle noci, nei legumi e nella carne di pollo (il rame).

3. Curare molto la propria igiene:
Tenere sempre pulito il corpo, altrimenti la pelle non solo non funziona più da barriera protettiva, ma diventa invece l’ambiente ideale per la vita dei nostri microscopici nemici. Lavare spesso soprattutto le mani, che stanno sempre a contatto con gli oggetti e con sostanze sporche. Lavarle soprattutto prima di mangiare, per evitare che virus e batteri passino nell’apparato digerente, e da qui

A cura di: Dr. Giulia Morosetti, Dr. Nadia Colangelo
Ufficio Igiene e Salute pubblica